fbpx
skip to Main Content
Spese di spedizione gratuite oltre le 5 confezioni Condizioni d'acquisto e sconti clicca qui

Sommelier: chi è ? Cosa fa ? Come diventarlo | Approfondimento

Sommelier, passione e professione fra le più stimolanti ed esigenti. Diventare Sommelier garantisce molti sbocchi nel mondo del lavoro: si può infatti lavorare come Sommelier nella ristorazione, nell’accoglienza, come consulente o nel mondo della comunicazione. Il lavoro come Sommelier, tuttavia, richiede continuità di aggiornamento e di impegno.

Il significato della parola Sommelier

La parola “sommelier” deriva dalla parola del francese medio saumalier. Il significato letterario è: conducente di bestie da soma. Nel tempo l’accezione è poi mutata in “persona che si occupa dei viveri e della cantina”. L’origine della parola latina va individuata nel termine sagma, che significa soma ovvero il carico che gli animali da soma per l’appunto trasportano. Il Sommelier è una figura professionale diversa da quella dell’assaggiatore di vino, anche se condividono le competenze di conoscenza, cultura e di degustazione organolettica professionale di un vino.

L’assaggiatore di vino si concentra sul giudizio tecnico e sulla qualità di un vino: la sua preparazione si concentra, in particolare, sul rilevare e giudicare gli eventuali difetti e sul valutare l’idoneità al possibile disciplinare produttivo/territoriale. Il Sommelier, invece, integra l’assaggio con la presentazione, con il servizio ed infine con l’abbinamento del vino ad un piatto. Ne deriva una fondamentale differenza tra la degustazione fatta dall’assaggiatore, che deve utilizzare esclusivamente dei termini codificati, e quella effettuata dal sommelier che deve saper “raccontare”, “comunicare” un vino: riconoscendo il contesto in cui si trova, deve saperlo descrivere anche in termini “lirici” (utilizzando un linguaggio poetico) oltre che strettamente specialistici.

Cosa fa il Sommelier ?

Il Sommelier è un protagonista nel settore della ristorazione. Si ritiene spesso che questa figura professionale abbia il ruolo di semplice suggeritore e consigliere di vini ma, in realtà, i suoi compiti sono ben più numerosi. Un Sommelier può condurre il cliente in un autentico universo ricco di sorprese, rendendo la sua preziosa funzione nel comparto della somministrazione delle bevande, unica ed ineguagliabile.

Il Sommelier, vero e proprio esperto di bevande in genere, si occupa soprattutto dei vini, dei quali studia e valuta ogni aspetto. La sua complessa professione, oltre al ruolo noto a tutti in sala, presuppone molti altri compiti, fondamentali per garantire al cliente un’esperienza di livello alto.

Aspetto non secondario alla gestione in sala, ad esempio, è la grande capacità che il Sommelier deve avere quale comunicatore. Approcciare il cliente, infatti, è un elemento fondamentale, che va curato nei piccoli dettagli. Durante il servizio il Sommelier propone, suggerisce, consiglia gli abbinamenti tra cibo e vino con modi discreti, eleganti e cordiali. In poche parole, deve saper intrattenere il cliente senza diventare invadente.

Sconosciuta a molti è, però, la lunga lista delle mansioni che precedono il servizio di sala. Il Sommelier, infatti, si occupa dell’acquisto delle bevande, della selezione dei vini e della scelta attenta dei fornitori. Questa funzione non è semplice, in quanto è sempre tenuto a rispettare il budget economico messo a disposizione dall’attività: per questo, a volte, deve essere in grado di scegliere anche tra vini economici, senza però sacrificare la qualità del prodotto che poi sarà proposto in sala. Deve avere chiaro il target del ristorante, deve pensare in base alle possibili preferenze dei clienti.

Prescelte le bevande per l’attività, il suo ruolo lo vede anche prestare servizio nel magazzino o nella cantina, occupandosi personalmente dello stoccaggio delle bottiglie. Questo significa che spetta a lui il controllo della rotazione degli stock, la loro corretta conservazione e la gestione delle giacenze. Sotto la sua responsabilità sono anche la stesura e l’aggiornamento dell’inventario, insieme al controllo della conservazione. Inoltre, una volta eseguita la selezione dei vini, il Sommelier si occupa anche della stesura e dell’aggiornamento della carta dei vini. Fondamentale è anche la stretta collaborazione con la cucina, dato che è il Sommelier a prendere le comande delle bevande.

Il compito svolto in sala è sicuramente più conosciuto. Il lavoro del Sommelier inizia accogliendo i clienti in sala, servendo acqua o altre tipologie di bevande. Successivamente ha il compito di proporre i vini in riferimento al possibile abbinamento col cibo. Necessarie sono, quindi, le conoscenze approfondite delle caratteristiche dei vini, ma anche del menu, proposti. Il cliente potrebbe, infatti, chiedere l’abbinamento del vino con il piatto del momento indicato nel menù (per esempio: con un piatto di risotto allo zafferano, il suggerimento è quello del Malvasia 50 Vendemmie che, con le sue caratteristiche, rende ancor più piacevole il risotto creando un abbinamento armonico ed equilibrato). Infine, a conclusione del pasto, è il Sommelier che verifica la soddisfazione del cliente in merito all’abbinamento proposto.

Il binomio Sommelier vino o vino Sommelier, nasce dal fatto che questa figura ha una conoscenza approfondita del mondo dei vini, ma un bravo Sommelier si occupa anche di tante altre bevande quali birra, liquori, spumanti e aperitivi.

Come Diventare Sommelier

Essere Sommelier non è semplice: richiede il massimo impegno durante il periodo di studio e formazione e tanta dedizione nella successiva professione.

Il diploma di Sommelier è alla portata di tutti coloro che hanno passione per la materia, sono disposti all’impegno e possiedono buona memoria, utile a destreggiarsi fra le mille nozioni esplicate nei tre livelli previsti a completamento del corso. Il primo livello è dedicato alla viticoltura ed agli aspetti tecnici (la tecnica di degustazione), il secondo livello alle zone vinicole italiane e straniere mentre il terzo livello è dedicato all’abbinamento cibo-vino. Per quest’ultimo è necessaria un’adeguata esperienza e preparazione culinaria per comprendere le parti salienti e fondamentali dell’abbinamento cibo-vino.

Solitamente il primo approccio avviene frequentando una scuola alberghiera, per poi passare all’iscrizione ad un corso professionale specifico. Nel nostro Paese ci sono diversi corsi per sommelier, tenuti da alcuni enti/associazioni molto importanti tra le quali: AIS, FISAR, FIS, ONAV e ASPI. Frequentare questi corsi non richiede requisiti particolari ma sono molto impegnativi e spesso costosi. Molto utile, per diventare Sommelier professionista, oltre allo studio, è l’esperienza di lavoro all’estero. È importante sapere che superare gli esami finali non è affatto scontato. Alcune materie, come per esempio la biologia, (la microbiologia), sono piuttosto complesse e articolate. Anche lo studio della viticoltura, dell’ampelografia e dell’enologia non sono certamente semplici.

Considerazioni di chi fa la professione di Sommelier

Abbiamo chiesto alcune considerazioni al Sommelier professionista Marco Ferri del Ristorante Le Proposte di Corano per definire il suo ruolo cioè “il Sommelier”.

“Lo studio della sommellerie permette di approfondire molti aspetti – la geografia e la storia dei luoghi, il carattere delle persone- apparentemente secondari rispetto al prodotto che ritroviamo nella bottiglia; l’aspetto più stimolante a mio avviso è il contatto con il cliente, la chiacchiera, il confronto e l’attimo in cui, come un buon sarto taglia il tessuto, occorre presentare la bottiglia più adatta al gusto e all’occasione. Essere Sommelier non è solo professione ma anche passione, confronto anche serrato con amici sulla bottiglia che emoziona e su quella da dimenticare, sul prodotto ancora sconosciuto ai più e sul vino sopravvalutato ma soprattutto è convivialità, punti di vista e cultura. Insomma bisogna continuare a ricercare, scoprire nuove aziende, ma soprattutto bisogna sempre, ribadisco sempre, assaggiare non fermarsi, perché: chi si ferma è perduto”.

In conclusione, per diventare Sommelier professionista non basta seguire tutti i corsi per poi prendere il fatidico diploma e Tastevin, quest’ultimo oramai utilizzato solo come simbolo per identificare l’appartenenza ad una o l’altra associazione di Sommellerie. Bisogna continuare ad aggiornarsi, visitando territori e cantine e, non da ultimo, partecipare ad eventi legati al mondo del vino. Il tutto per degustare, degustare, degustare e degustare…….. Così si possono scoprire nuovi vini e si rimane sempre aggiornati!

Approfondimento a cura del nostro Brand Ambassador  Antonio Montano. 

Con il contributo del Sommelier del ristorante Le Proposte Marco Ferri.

Leggi anche:

Cantina Valtidone: Premio Eccellenza dell’anno “Le Fonti Awards 2021”
Il Ciclo Biologico della Vite: ingrossamento acino, invaiatura, cimatura | Approfondimento

 

Back To Top