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I Vini aromatici | Approfondimento

Profumo e gusto intensi, ben definiti. A conferire queste caratteristiche così spiccate ai vini aromatici è l’elevata presenza di terpeni, molecole odorose, all’interno delle bucce degli acini d’uva. Il semplice assaggio di un chicco d’uva di questi vitigni lascia già intendere quale sarà l’anima del vino a cui daranno vita. Sentori di erbe aromatiche come la salvia, così come aromi di rosa, pesca, pera e muschio, rappresentano la loro carta di identità, rendendo i vini aromatici facilmente identificabili anche ai sommelier meno esperti.

L’aroma dei vini

Sono tre gli aspetti che consentono al vino di sprigionare i suoi aromi, legati in parte alle caratteristiche dell’uva stessa e in parte al processo di vinificazione. I profumi primari o varietali sono legati alle proprietà naturali, peculiari di ogni singola tipologia di uva. Il vino acquisisce invece i profumi secondari durante il processo di fermentazione, mentre i profumi terziari vengono conferiti durante l’affinamento, un processo di maturazione che consente di raggiungere un bouquet ben definito.

Vini aromatici e vini aromatizzati, le differenze

Nel caso dei vini aromatici a giocare un ruolo preponderante sono proprio i profumi primari, contenuti nella buccia degli acini. A donare loro aroma e gusto è solo Madre Natura, a differenza dei vini aromatizzati come Barolo Chinato e Vermouth, dove è la mano dell’uomo a dosare profumi e sapori. Il Barolo Chinato si ottiene aggiungendo a una base di Barolo DOCG alcune spezie, come la corteccia di china calissaia, radice di rabarbaro e di genziana e cardamomo. Il Vermouth, vino aromatizzato che fa da base ai numerosi cocktail, nasce a Torino alla fine dell’Ottocento, da una base di vino bianco a cui vengono aggiunti artemisia, erbe, spezie.

I vini aromatici italiani

In Italia, i vini aromatici più conosciuti ed apprezzati sono il Gewürztraminer, il Brachetto, il Moscato e la Malvasia.

Gewürztraminer: la sua caratteristica principale traspare già dal nome. In tedesco, infatti, gewürz vuol dire speziato. Il traminer aromatico (da non confondere con il traminer rosso) è un vitigno dalla bacca ambrato-rosata, coltivato soprattutto in Trentino-Alto Adige e in Friuli-Venezia Giulia. Originario probabilmente dell’Europa centro orientale, è un vino dal colore giallo paglierino e dall’aroma inconfondibile di canditi e spezie, morbido al gusto.

Brachetto: dal colore rosso e dagli aromi di fragola e rosa, fresco, poco tannico e poco alcolico rende al meglio le sue caratteristiche di vino aromatico nella versione spumantizzata con metodo Charmat. Vitigno autoctono del Piemonte, viene coltivato principalmente nelle province di Asti e Alessandria. Nel 1996 la denominazione è diventata DOCG.

Moscato: anche in questo caso il nome vale come un biglietto da visita. Moscato, infatti, deriva da muscum ossia muschio, proprio in virtù del suo profumo intenso e del suo dolce aroma. Vitigno diffuso in diverse regioni d’Italia, le cui origini affondano nel bacino medio orientale del Mediterraneo, vede ben 9 varietà. Quella più conosciuta è il Moscato bianco, vitigno base per il Moscato d’Asti, tra gli spumanti dolci più apprezzati.

Malvasia: la regina dei vini aromatici, dalle 18 varietà distribuite in tutta Italia. Una vera e propria famiglia allargata, con tipologie diverse. Esistono infatti vitigni Malvasia a bacca rossa, bacca bianca e addirittura a bacca rosa, per un’altrettanta variegata produzione di vini rossi, bianchi, fermi e frizzanti, amabili e secchi, passiti. Le sue origini risalgono alla Grecia, passando da Venezia. La qualità più apprezzata, che ha trovato dimora tra i colli piacentini, è la Malvasia Bianca di Candia, che prende il suo nome dall’isola di Creta – chiamata Candia in veneziano. La sua cugina istriana è tra le tipologie di vino aromatico più conosciuto al mondo, particolarmente apprezzata per la sua qualità.

Vini aromatici e cibo, gli abbinamenti

Sentori così caratteristici e la spiccata morbidezza zuccherina rendono questi vini i compagni ideali per il fine pasto. Ad esempio, uno spumante dolce Malvasia può accompagnare dolci lievitati, come la semplice ciambella, così come dessert a base di crema. La versatilità di questo vitigno consente però di scegliere vini in grado di accompagnare tutte le portate. La versione ferma si sposa bene a un antipasto a base di salumi piacentini, così come delle tradizionali paste ripiene, come ravioli e tortelli. Aggiungendo un pizzico di brio in più, nella versione frizzante, questo vino aromatico può accompagnare anche secondi delicati, a base di pesce o carni bianche. La Malvasia regala anche un pregiato passito: il vino ideale per concludere il pasto, accanto a dolci importanti e formaggi dal gusto intenso. Ma può essere anche una semplice coccola, da concedersi per concludere la giornata con un tocco di dolcezza dal profumo di muschio e frutta candita.

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