
Vini vulcanici | Approfondimento
Esplosivi al gusto come il terreno che li ha prodotti. Stiamo parlando dei vini vulcanici, realizzati con uve – per lo più bianche, ma non mancano anche quelle a bacca rossa – coltivate su terreni che vedono, o che hanno visto in un passato molto remoto, la presenza di vulcani. Si tratta di produzioni fortemente identitarie, rappresentative del terroir di riferimento e con caratteristiche organolettiche peculiari, dovute anche all’utilizzo di vitigni autoctoni. La combinazione tra una storia affascinante e la loro, oggettiva, grande qualità, ha portato alla riscoperta dei vini vulcanici, facendoli uscire da un mercato di nicchia.
Le caratteristiche dei vini vulcanici
Come si sa, il vino è un prodotto vivo, in costante mutamento, e fortemente legato al territorio in cui viene prodotto, le sue caratteristiche finiscono per confluire nel bicchiere, regalando aromi e sapori caratteristici. Non possono fare eccezione i vini vulcanici, la cui qualità comune e predominante, che li accomuna al di là della regione di provenienza, è la mineralità. Nella degustazione, questa nota può essere equiparata a una decisa sapidità, maggiormente esaltata nei vini vulcanici bianchi. Allo stesso tempo queste produzioni si distinguono per acidità e freschezza, gli aromi complessi e anche per la predisposizione all’invecchiamento, e la capacità di aggiungere, con il passare del tempo, nuovi livelli di complessità.
Vini vulcanici e territorio
Al di là delle suggestioni che il loro nome evoca, con rimandi a una viticoltura eroica, fatta di uomini in grado di plasmare una natura selvaggia e inospitale, in realtà i vini eroici devono tutto a quei terreni sabbiosi su cui tanto tenacemente sono rimaste abbarbicate, nell’arco dei secoli, vigne con viti ancora a piede franco. Vitigni autoctoni e non internazionali, cresciuti in zone in cui l’approccio alla coltivazione non può essere, per necessità, eccessivamente meccanizzato. I terreni di cui si parla sono prevalentemente sabbiosi, di grande permeabilità, naturalmente ricchi di minerali, come potassio, fosforo e magnesio, in grado di regalare, con le giuste cure, uve di elevata qualità.
La mappa dei vini vulcanici in Italia
Parlando di vini vulcanici, si pensa che nel Belpaese siano rappresentativi solo del sud Italia. Non è così. Questa tipologia di vini scorre lungo tutto lo stivale, dal Nord fino alle isole. E forse sono proprio le produzioni del Nordest a raccontare la storia più suggestiva: quella del Gambellara e del Soave, in Veneto, affonda nell’epoca geologica dell’Ecocene. L’attività vulcanica sottomarina di quel periodo ha lasciato tracce fino ai giorni nostri, nella composizione basaltica dei suoli. Decisamente più note, e ancora di attualità, le vicissitudini dei Campi Flegrei, così come l’Irpinia dove nascono il Fiano e il Greco di Tufo. Restando sempre nel Lazio, nel comprensorio di Montefiascone a Viterbo, è possibile trovare il noto Est! Est!! Est!!!, mentre scendendo in Sicilia si affacciano vini vulcanici rossi, nella zona dell’Etna, come il Nerello Mascalese e un altro bianco, il Carricante.
La mappa dei vini vulcanici all’estero
Anche uscendo dai confini dell’Italia, la produzione di vini vulcanici resta ugualmente variegata. A partire dalla Francia, nella regione dell’Alsazia, con il Grand Cru Rangen de Thann e i suoi Pinot Grigio e Riesling, per non parlare del Tokaj ungherese, in particolare la sua varietà più pregiata, il Tokaj Aszú. Gli acini d’uva, colpiti da muffa nobile, conferiscono una particolare dolcezza e maggiore concentrazione degli aromi, conferendo profumi ancora più intensi. Anche il Madeira, vino portoghese prodotto in mezzo all’Atlantico con uve Malvasia e Verdelho, fa parte di questa ‘infuocata’ famiglia. Tra le altre isole vulcaniche che hanno fatto da culla a uve particolarmente adatte alla produzione vitivinicola, oltre alle Canarie e a Lanzarote in particolare, in Spagna, c’è Santorini, in Grecia. Qui nasce l’Assyrtiko, vitigno a bacca bianca – in grado di resistere nei decenni alla fillossera – che ha messo radici profonde in un terreno ricco di ceneri vulcaniche, in grado di garantirgli un’elevata acidità, anche quando l’uva è molto matura.
Vini vulcanici bianchi
Nel 2012 i diversi consorzi presenti in Italia hanno deciso di fare rete, facendo confluire le esperienze dei diversi territori ed esigenze di promozione all’interno del progetto “Volcanic Wines”, associazione che comprende principalmente Consorzi di tutela dedicati principalmente a vini vulcanici bianchi. Tra questi, il già citato Soave, così come il Bianco di Pitigliano, prodotto in Toscana nel Comune di Grosseto, oppure tornando in Veneto, il Lessini Durello.
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