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Risveglio vegetativo, confusione sessuale per il controllo di Tignoletta della vite | Approfondimento

Il germogliamento della vite

Aprile. … “Aprile è il mese più crudele, genera lillà da terra morta, confondendo memoria e desiderio, risvegliando le radici sopite con la pioggia di primavera. (Thomas S. Eliot) … Aprile è rinascita e risveglio, è il mese in cui la vite, complice il progressivo aumento delle Temperature minime e medie, completa il risveglio vegetativo iniziato verso la metà di marzo con il pianto. La vite ad aprile è potata, il capo a frutto legato sul filo di banchina, il legno di potatura è ordinatamente trinciato o è stato portato fuori per essere, ove consentito, bruciato, oppure cippato, le gemme gonfie della vite si aprono e compare la punta verde del germoglio e poi il germoglio stesso, in progressivo e veloce allungamento per tutto il mese e per tutta la durata del ciclo vegetativo.

La fenologia della vite e la scala BBCH

Tutte le fasi di sviluppo della vite sono descritte dalla “fenologia”: la fenologia vegetale studia le fasi ricorrenti nel ciclo vitale delle piante (germogliamento, fioritura, maturazione dei frutti, caduta delle foglie…) in relazione ai fattori ambientali, in particolare quelli meteoclimatici (temperatura, umidità, radiazione, …). Per capirsi tra tecnici di areali diversi, per clima o altitudine o varietà di vite coltivata, si fa ricorso alle scale fenologiche tipo la BBCH, un sistema decimale ideato per codificare uniformemente stadi fenologici analoghi (descrive le fasi di sviluppo della pianta: la vite). La scala è divisa in stadi di sviluppo e ogni stadio viene indicato tramite un codice composto da due cifre. Si parte da 00 (dormienza) per arrivare a 97 (caduta foglie) e 99 (fine del ciclo produttivo). In aprile la fase di sviluppo della vite di solito varia tra la fase 05 di gemma cotonosa (inizio mese) e la fase 14-19 con da 3 a 9 o più foglie visibili (fine mese).

La tignoletta della vite

Il rialzo delle temperature induce anche il risveglio dell’entomofauna (insetti e acari) del vigneto, insetti caratteristici dell’ambiente vigneto, spesso utili o a volte dannosi, che hanno trascorso tutto l’inverno in uno stadio resistente alle basse temperature, stadio detto “svernante”. Tra gli insetti del vigneto, ormai di notevole importanza anche al Nord Italia, quindi anche qui da noi in Val Tidone c’è la Tignoletta della vite, Lobesia botrana, appartenente all’Ordine dei Lepidotteri.

Il ciclo della tignoletta della vite

La Tignoletta, lepidottero tortricide, con un ciclo uovo-larva-crisalide-adulto-uovo…, compie 3-4 generazioni all’anno e crea un danno qualitativo e quantitativo ai grappoli di uva attraverso l’attività delle larve che si sviluppano dalle uova deposte dall’adulto sull’uva in maturazione. Fino a una quindicina di anni fa l’insetto veniva controllato con insetticidi specifici. Negli ultimi anni sempre maggiori superfici di vigneto della Val Tidone, nelle zone a rischio, sono trattate con la confusione sessuale, complici una maggiore attenzione all’ambiente e l’adozione di tecniche agronomiche per una viticoltura sostenibile da parte del viticoltore e a specifici finanziamenti previsti nel PSR di Regione Emilia-Romagna ( IAF ).

La confusione sessuale come rimedio sostenibile

Il metodo si basa sul fatto che la femmina della Tignoletta della vite, per avvicinare il maschio per l’accoppiamento, emette sostanze volatili chiamate “feromoni”. Con la confusione sessuale si distribuiscono nel vigneto degli erogatori di feromoni di sintesi, simili a quelli naturali emessi dalla Tignoletta femmina, che saturano l’ambiente e confondono il maschio, impedendogli di individuare la femmina e di fecondarla. La distribuzione degli erogatori in vigna viene fatta in aprile, prima del volo delle tignolette svernanti. In un’ottica di sempre maggior attenzione all’ambiente negli ultimi anni sono stati messi a disposizione anche erogatori di feromoni fatti in materiale biodegradabile.

Viticoltura sostenibile in Val Tidone

Il metodo della confusione per il controllo della tignoletta è la dimostrazione di come la viticoltura possa perfettamente integrarsi in un ambiente naturale come quello presente nel nostro territorio (“Terroir”), mantenendo comunque la redditività aziendale. E’ una tessera importante, questo metodo, nel complesso mosaico delle azioni che rendono la viticoltura una “viticoltura sostenibile” per l’ambiente e per l’uomo.

Approfondimento a cura del nostro agronomo Dott. Agr. Sara Monaco.

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