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Botte o Barrique? Quale scegliere | Approfondimento

La prima differenza tra barrique e botte è nella quantità di legno che rimane a contatto con il vino durante il suo affinamento. La capacità di scambio tra vino e legno è superiore nelle barrique e inferiore nella botte: la micro-ossigenazione è inferiore in una botte grande e superiore nella barrique.

Quale tipo di legno viene utilizzato per costruire le Barrique e Botte?

Il legno normalmente utilizzato per la realizzazione di barrique e botti è il rovere.
Il legno è il materiale più antico sfruttato in enologia e che instaura una positiva simbiosi con il prodotto contenuto: col tempo cede le sue sostanze tanniche al vino stesso arricchendone corpo e bouquet; inoltre, grazie alla sua porosità naturale favorirà la micro-ossigenzione, cioè la cessione lenta e costante di molecole di ossigeno al vino. Queste piccolissime quantità di ossigeno sono importanti sia per la stabilizzazione del colore (copigmentazione) che per l’evoluzione gustativa dei tannini che da astringenti diverranno più morbidi. In merito ai vasi vinari in legno la distinzione principale la si fa fra legni piccoli e legni grandi.

Legni piccoli

Se parliamo di legno piccolo intendiamo un contenitore che si chiama Barrique, normalmente di capacità intorno ai 225 litri. L’origine di questa tipologia di contenitori, come fa intendere il nome, è la Francia e infatti da qui arrivano i legni di rovere più pregiati.

Recentemente sta riscuotendo interesse enologico anche la doppia Barrique o Tonneau, con capacità che varia da 450-500 litri fino a un massimo di 700 litri.

A livello di materia prima per le doghe si usa rovere (quasi sempre francese) a grana fine; le doghe sono poi sottoposte a tostatura interna sia per facilitarne la piegatura che per conferire alla fibra legnosa la capacità di rilasciare tannini con sentori tostati o vanigliati. La doga da barrique è mediamente spessa 4 cm. Per ottenere il Gutturnio Riserva Bollo Rosso si utilizzano per il suo lungo affinamento le barrique di rovere francese.

Legni grandi

Col termine legni grandi si intendono invece Botti e Tini con capacità oltre i 1000 litri. La misura media è da 2500 a 5000 litri. Questa tipologia rappresenta maggiormente la tradizione enologica italiana.

A livello di materia prima per le doghe si può usare sia il rovere francese che il più economico rovere di Slavonia. Le doghe, durante la fase costruttiva della botte, non vengono piegate col fuoco ma con il vapore: in questo modo incideranno in maniera minore sulle caratteristiche gustative del vino. La doga da botte grande è mediamente spessa 8 cm. Per ottenere il Gutturnio Superiore Julius si utilizzano le Botti di grandi  capacità (50HL).

Quale scegliere?

Valutate le singole caratteristiche delle due diverse tipologie, sorge la domanda più importante: quale legno è più adatto per affinare il vino? Una risposta assoluta non esiste, perché dipende tutto dall’obiettivo enologico che si vuole perseguire.

La diversa fattura costruttiva fa sì che la superficie di contatto tra vino e legno è proporzionalmente a tutto vantaggio delle barrique rispetto alla botte grande. Inoltre la barrique cede al vino molti più sentori ed aromi come la nota vanigliata e burrosa  piuttosto che una leggera o spinta nota affumicata, che dipende dal grado di tostatura delle doghe che compongono la barrique stessa.
Il vino che al contrario fa affinamento in botte grande, risente meno dell’apporto del legno: si ha la cessione di meno aromi vanigliati e burrosi e meno micro-ossigenazione; è quindi un apporto più delicato che fonde le note derivanti dal legno a quella dell’evoluzione naturale del vino.

Da qui ne deriva che se si vuole affinare dei vini più delicati bisognerà scegliere la botte grande. Vini più esuberanti e corposi invece sopporteranno meglio l’effetto della barrique. Anche nel caso in cui si volesse rispettare maggiormente la tradizione enologica italiano occorrerà optare per la botte grande, mentre la piccola barrique francese permetterà di ottenere vini di respiro più internazionale.

Infine non dimentichiamoci che si possono ottenere vini interessantissimi dal mélange delle due tipologie, in modo che ognuna completi l’altra ma questo dipenderà anche dalla bravura e dalla sensibilità dell’enologo.

Approfondimento a cura della nostro Brand Ambassador  Antonio Montano.

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