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Giovane agricoltore raccoglie grappoli d'uva bianca in una cesta rossa tra i filari di un vigneto sotto un cielo azzurro.

I giovani che scelgono per lavoro la viticoltura | Approfondimento

Radici ben salde ad Arcello, nel Comune di Pianello, e un futuro che guarda dritto in Val Tidone. Quella di Pietro Gualdana è una storia giovane ma molto concreta, che si intreccia a quella più longeva di Cantina Valtidone, che nel 2026 festeggia i suoi primi sessanta anni. Pietro con i suoi 21 anni è tra i più giovani soci conferitori della Cantina, realtà che la sua famiglia ha visto nascere.

“Dopo aver concluso gli studi due anni fa, al Raineri Marcora di Piacenza, ho ottenuto il diploma di perito agrario e l’ho messo subito a disposizione della nostra azienda di famiglia, l’azienda agricola La Colombaia” racconta Pietro. “Fin da piccolo sono sempre stato appassionato di vigneti e del lavoro in campagna. Quindi non ho avuto dubbi, rispetto a quale scuola superiore scegliere, una volta finite le medie. La mia è da sempre una vocazione – continua -, nata da bambino e che sento ancora viva dentro di me. Sono appassionato del nostro lavoro e mi piace molto. Il mio futuro lo vedo qui, nella nostra azienda e in Valtidone”.

L’azienda agricola La Colombaia vede tra gli 8 e i 9 ettari di filari, tutti dedicati a uve pregiate del Piacentino: Malvasia, Ortrugo, Pinot nero, Barbera, Bonarda. Ad occuparsi delle viti è proprio Pietro, aiutato dal papà Guido, che si dedica prevalentemente insieme alla mamma Sabrina, la nonna Silvana e i fratelli Marco e Giorgia, all’agriturismo nato nel 2012 come attività di ristorazione.

Il suo esempio è quanto di più lontano dagli stereotipi sui ragazzi, poco disponibili ad impegnarsi in professioni fisicamente impegnative, come quelle del viticoltore. “Non c’è cosa più bella – dice – di lavorare nella natura, coltivare e veder crescere la tua uva fino al momento della vendemmia”. Un impegno portato avanti con serietà, nel ricordo del nonno Agostino Gualdana, mancato tre anni fa.

“La nostra famiglia è da sempre socia di Cantina Valtidone, anzi il mio bisnonno Mario Bisi è stato tra i primi ad aver dato le uve dei nostri vigneti, partecipando così alla prima vendemmia negli anni Sessanta” racconta. Quella del 1966 che ha dato il via alla storia della Cantina, nata a Borgonovo da una decina di soci fondatori con la lungimirante idea di farla diventare il motore economico della vallata. Un’intuizione che si è rivelata corretta, a giudicare dal consenso ottenuto anche tra i soci più giovani.

“Per noi Cantina Valtidone è un punto forte del nostro territorio, una realtà che ha fatto tantissimo per l’economia della vallata – sottolinea – e che ci sta riempiendo di soddisfazioni, per i risultati di bilancio che ha ottenuto e anche per i tanti premi conquistati. Per noi soci conferitori è la garanzia di veder riconosciute alle nostre uve il prezzo migliore”.

La Cantina resta poi come riferimento anche davanti alle incognite del settore: da un lato il cambiamento climatico che, quando non danneggia i raccolti con ondate improvvise di maltempo, modifica tempistiche di raccolta e conferimento delle uve e, dall’altro, i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori. “Confidiamo nella Cantina Valtidone, che sappia fare le scelte migliori in termini di produzione e promozione dei nostri vini” conclude Pietro.

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