Dal vigneto al bicchiere,
ripercorri la storia del tuo vino |
Castelsangiovanni-Parma 87 km
Castelsangiovanni-Milano 69 km
Situata al confine con la provincia di Pavia, la più occidentale delle vallate piacentine è storicamente segnata dalla presenza di vigneti, la cui coltivazione ha profondamente inciso sulla configurazione del paesaggio e sui ritmi della campagna. Dolci colline che si susseguono una dietro l'altra e tra queste colline scopri piccoli borghi, chiesette e castelli.
Il trionfo della coltura cara a Bacco non fa certo passare in secondo piano le bellezze paesaggistiche ed architettoniche di una valle caratterizzata da un diffuso e peculiare sistema di castelli.
C'è la maestosa Rocca d'Olgisio, che sta là a dominare la valle, scrigno di leggende e testimone del succedersi di battaglie e conquiste. C'è il maniero di Borgonovo di impianto medioevale e quello di Seminò, ove passava le sue vacanze la regina Margherita d'Austria, mentre a Pianello è possibile ammirare un complesso dotato di mura costruite quasi interamente con sassi e ciottoli di torrente.
Un territorio favorito dalla natura, la Val Tidone, cui si aggiungono gli sforzi secolari dell'uomo:distese di vigneti dai quali vengono alcuni dei più famosi vini piacentini e nazionali. Se il biglietto da visita della valle ha come simbolica effigie la vite, non va certo dimenticato che accanto al re della tavola, il vino Doc, si raduna una corte di tutto rispetto, un insieme di sapori schietti e decisi che parte dai celebri salumi ed arriva alle dolci ciambelle.
La valle offre escursioni tra i sentieri delimitati dai vigneti, percorsi che permettono pure di ammirare altri due elementi caratteristici di questa parte della provincia: gli antichi mulini e le suggestive grotte scoperte nei pressi della Rocca d'Olgisio. Castelsangiovanni e Borgonovo propongono interessanti cartelloni di prosa e musica, mentre da qualche anno la Val Tidone si trasforma in una "valle di musica", con concorsi nazionali ed internazionali e con il Val Tidone Festival (sezione classica ed etnica), una rassegna concertistica itinerante tra i castelli, le ville, le piazze e gli angoli più suggestivi. L'agenda della valle propone numerose sagre paesane e manifestazioni, tra cui quella della "gallina grigia".
In Val Tidone è possibile delineare un suggestivo itinerario devozionale che parte da Sarmato - ove, secondo la tradizione, nel 1323 si sarebbe fermato San Rocco di Montpellier colpito dalla peste nel suo pellegrinaggio verso Roma - ed arriva allo splendido santuario di Santa Maria del Monte di Nibbiano, già esistente nel XII secolo, con all'interno un'icona in legno raffigurante l'Adorazione dei Magi. In questa valle, percorsa dalla via Romea, le testimonianze di fede sono innumerevoli e trovano segno anche in preziose opere d'arte, come i polittici quattrocenteschi delle Collegiate di Borgonovo e Castel San Giovanni. A Sarmato è possibile ammirare un castello disposto ad U, con corpi di fabbrica in mattoni dominati da un mastio quadrato e la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che conserva al suo interno un quadro settecentesco raffigurante Sant'Antonio.
Porta della Val Tidone, Castel San Giovanni, edificata lungo la via Postumia, vanta una storia millenaria e monumenti importanti come la Collegiata romanica di San Giovanni Battista (XII secolo) con una ricca decorazione di epoca barocca che conserva, al suo interno, uno splendido fonte battesimale in marmo della metà del XVI secolo, un'icona lignea, della metà del '400, intagliata dallo scultore piacentino Antonio Burlengo e dipinta da Bartolomeo da Groppallo, un crocifisso tardo-quattrocentesco, opera dei fratelli Del Maino, un gruppo di sei statue lignee componenti la Crocifissione (XVI secolo), la pala dell'altare maggiore con la Predica di San Giovanni Battista. La chiesa conserva anche una prezioso reliquiario della metà del Trecento, con lo stemma dei Fontana. Da non perdere la visita all'antica chiesa di San Rocco, con tracce di decorazione pre-rinascimentale e alla chiesetta di Santa Maria in Torricella, costruita nella seconda metà del Cinquecento come oratorio dei Cappuccini laici dediti all'assistenza dei condannati a morte.
La visita prosegue con una tappa al teatro comunale Giuseppe Verdi, inaugurato nel 1823, alla settecentesca Villa Braghieri Albesani (secolo XVIII) che, dopo un attento e lungo restauro, si appresta a divenire un importante centro culturale. Un lungo viale alberato porta alla villa Caramello dei marchesi Paveri-Fontana e poco distante vi è un oratorio ottocentesco della Madonna del Mistadello. A Borgonovo una , in stile gotico-lombardo del Quattrocento. L'interno, a tre navate, conserva resti di affreschi devozionali del XV secolo.
Da ammirare un pregevole polittico realizzato nel 1474 dagli artisti lodigiani De Lupis, ai quali sono anche attribuiti un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione e un Ciborio scolpito con varie figure.
Il castello, a pianta rettangolare, è circondato da un terrapieno ed ha una corte interna con uno scalone di gusto napoletano.
Il vicino maniero di Castelnuovo , teatro, nel 1215, di una furiosa battaglia tra armate piacentine e truppe pavesi, a testimonianza del ruolo strategico della zona, è di origine trecentesca, con torri cilindriche e merlature ghibelline. Da visitare anche la chiesa di Sant'Ilario di Breno, con la sua abside romanica del XX secolo. Sospesi tra presente e passato, in cui cultura, arte e tradizioni si fondono in un'arcana novità, troviamo molti piccoli paesi che meritano una visita: Bruso, che accoglie i passanti con il palazzo Ricci-Oddi circondato da un bel parco e con la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo, che conserva una piccola abside romanica, Bilegno, con la sua chiese seicentesca. Un'ampia vista della valle si gode da Corano, ove vi è anche un castello edificato alla metà del Quattrocento dai Radini Tedeschi e una chiesa intitolata a Sant'Antonino, all'interno della quale sono conservati un tempietto seicentesco in legno e, dello stesso periodo, un dipinto di Antonio Domenico Triva. Poi il visitatore inizia a farsi ammaliare da un paesaggio di dolci colline sapientemente lavorate, segnate qua e là da resti storici testimoni di antichi insediamenti e vicende del passato.
Il Comune di Ziano rappresenta il cuore dell'area consacrata alla coltura della vite, assieme a Pianello, dove ci si può fermare nella bella piazza ad ammirare la Rocca fatta realizzare dai Dal Verme, con una puntata a Roccapulzana, ove si sono i resti di un'antica pieve. Da visitare anche il museo archeologico di Pianello, con la collezione dei numerosi reperti archeologici rinvenuti nelle campagne circostanti, allestita in alcuni locali della Rocca Municipale. Nelle tre sale si possono vedere minerali e fossili, asce di pietra, punte di freccia, frammenti di lame in selce ed altri manufatti ascrivibili all'età dei metalli; la più documentata è comunque la presenza romana, con il cospicuo materiale rinvenuto nella zona. Di particolare interesse sono gli oggetti domestici, dal vasellame in ceramica (di produzione locale, ma anche di ceramiche fini quali la vernice nera e la terra sigillata) alle fusaiole, ai pesi per la tessitura alle anfore da trasporto.
L'esposizione è completata con monete, corredi funerari e vari reperti lapidei,
tra cui un sarcofago tardoantico in rosso veronese. La valle è sovrastata dalla Rocca
d'Olgisio, raggiungibile dalla porta nord attraverso una strada stretta
immersa nei boschi. Il maniero, realizzato con vari corpi di fabbricato nei
primi decenni del Mille, a lungo proprietà dei monaci di San Savino,
presenta, con i suoi tre cerchi di mura, una complessità architettonica
davvero particolare, con un apparato decorativo a cui concorrono molteplici
arcate, capitelli e rilievi. In mezzo al cortile si trova un pozzo, della profondità di
circa cinque metri, a metà del quale, secondo la tradizione, parte una galleria
che conduce al di fuori delle mura.
Il visitatore non deve dimenticare di raggiungere Nibbiano, che, la sua
suggestiva piazzetta e con case in pietra, conserva ancora l'aspetto di borgo
medioevale. Da non perdere la visita nella chiesa di San Pietro ove è possibile
ammirare un dipinto del Seicento. E poi ancora ecco Sala Mandelli, dominata da
un fortilizio eretto tra i secoli XI e XII, Strà, dove nel 1961 è stato costruito
un Santuario della Beata Vergine Madre delle Genti, Trevozzo, ove è possibili
visitare una chiesa barocca del primo Settecento, decorata con stucchi e con
una pala d'altare del pittore Bartolomeo Rusca. A Pecorara s'impone
la visita alla chiesa di San Giorgio al cui interno è conservata una Madonna
lignea settecentesca attribuita all'artista fiammingo Jan Geernaert, mentre a Caminata,
uno dei comuni più piccoli della regione, vi è un antico borgo fortificato, con
camminamenti sotterranei, testimonianza di un passato militare di notevole importanza,
in quanto a lungo dogana tra lo Stato sabaudo e il ducato di Parma e Piacenza.
Posto in vicinanza del laghetto artificiale di Trebecco, ha una bella chiesa
neoclassica, che conserva all' interno una statua lignea raffigurante la Madonna
del Carmine e attribuita a Jan Geernart. I rilievi del Lazzarello, di Montesumino
e del Monte Aldone si prestano ad escursioni, che hanno come tappa consigliata
il "giardino alpino" ubicato in un esteso lariceto della Pietra dei Corvi, in
territorio pavese, al confine con la provincia di Pavia.
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